
Quando ero una strega, che dà il titolo a questa raccolta, è un racconto poco noto e ironico, leggero ma pungente. La protagonista riceve improvvisamente un potere magico che le permette di correggere — o punire — le ingiustizie quotidiane che vede intorno a sé.
Se fossi un uomo vede come protagonista Mollie, una donna che all'improvviso si ritrova nel corpo del marito. Attraverso questa trasformazione, Gilman mostra le differenze di trattamento tra uomini e donne nella vita quotidiana, in tutti gli ambiti.
La sedia a dondolo è un racconto che unisce mistero, sensazioni soprannaturali e un'atmosfera inquietante. In un'accogliente pensione, una sedia a dondolo sembra possedere una sorta di presenza o forza inspiegabile. Più che un classico "racconto di fantasmi", esplora suggestioni psicologiche e un senso di inevitabilità tragica.
La carta da parati gialla è la sua opera più famosa e uno dei capisaldi del femminismo letterario. Raccontato in forma di diario, narra la lenta discesa nella follia di una donna costretta a un regime di "riposo forzato" dal marito-medico per curare quella che oggi chiameremmo depressione post-partum. Il racconto è una critica feroce alle cure mediche misogine dell'epoca e un'analisi potentissima dell'alienazione psicologica.
In tutta l'opera della Gilman, la componente magica e quella oscura sono delle lenti critiche e non il centro del racconto e la loro presenza, dosata sapientemente, sfuma dall'ironico al tragico in un continuo e ipnotizzante chiaroscuro.
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