
Ivi prosegue stoicamente temerario, intrepidamente fallico, il viaggio indagatorio ai confini della realtà più sulfurea e misterica, financo di matrice romanticamente erotico-pornografica, d'un impavido e integerrimo commissario fosco, altresì ardimentoso, virulento e dannato nella sua anima infuocata e indomata, lucente e amletica, ispezionante le tetre e al contempo luccicanti oscurità maliarde, forse perfino malefiche, d'una peccaminosa, nera città dedalica arsa dalle fiamme eternali e dal bruciante fuoco sacro non fatuo di un'inestinguibile passione sfrenata. Una metropoli infernale ove abitò una suprema, stupenda femme fatale idillicamente satanica, superlativamente magnificente, una fantasmatica, irresistibilmente attraente dark lady fantastica, imparagonabilmente, diabolicamente e armonicamente seducente, emblematica incarnazione della soavità muliebre più sensualmente ardente, apoteosi vivente della bellezza per antonomasia. Diafano spettro personificato della venustà più segretamente bramata, smaterializzata e poi vivamente visibile sotto forma d'ombra conturbante ed evanescente, fuggevolmente apparsa dal nulla come per incantevole e stregante magia.
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