Lavorare stanca (nell'edizione del '36, con le poesie aggiunte nel '43 e le altre non raccolte), La terra e la morte, Due poesie a T., Verrà la morte e avrà i tuoi occhi: le composizioni piú conosciute accanto a quelle meno note, qui riunite sotto i titoli di Prima di Lavorare
Questo romanzo breve, scritto nel 1942, viene così descritto dallo stesso Pavese: La spiaggia, invece, il mio romanzetto non brutale, non proletario e non americano - che pochi per fortuna hanno letto - non scheggia del monolito. Rappresenta una mia distrazione, anche umana, e insomma, se valesse
Il ritorno a casa, alle origini, all’infanzia. Anguilla è tornato a visitare il suo paesino di origine, nelle campagne piemontesi, dopo aver trovato il successo in America. Lì ritrova molte di quelle cose che gli erano mancate: gli odori, i sapori, i paesaggi. Scoprirà con amarezza, però, che sono
Presentando la prima edizione di questa raccolta, nel 1951, Italo Calvino scriveva: "Questo volume raccoglie tutti i saggi e gli articoli che Cesare Pavese ha pubblicato - o aveva scritto per pubblicare - dal 1930 al 1950, nei vent'anni cioè che racchiudono pure tutto il suo lavoro di
Corrado è un professore che ogni sera lascia una Torino buia e bombardata per rifugiarsi sulle colline circostanti. Ma quando la guerra lo raggiunge fin lì, decide di ritirarsi su altre colline, piú lontane ancora, quelle in cui è cresciuto. Lungo la strada incontra sparatorie, morti, sangue umano
La bella estate è una raccolta di tre romanzi brevi scritti da Cesare Pavese. La collezione venne pubblicata per la prima volta nel 1949 e inclusa nella prestigiosa collana "I supercoralli" di Einaudi. Comprende le opere: La bella estate del 1940, Il diavolo sulle colline del 1948, e Tra
Iniziato il 6 ottobre 1935 durante i giorni del confino politico, "Il mestiere di vivere" accompagna Cesare Pavese fino al 18 agosto 1950, nove giorni prima della sua morte, e diventa a poco a poco il luogo cui affidare i pensieri sul proprio mondo di scrittore e di uomo e, soprattutto,
A chi non è mai successo di stare sveglio, la notte, con qualche amico, a parlare di tutto e di niente, fuori dalle osterie, dal cinema, per le vie e le strade sterrate di campagna, sotto la luna, nei silenzi dei campi coltivati e nei rumori di sottofondo della città? Nella campagna Torinese degli
L'aspirazione al compimento di un'educazione umana, la volontà di spezzare il cerchio di solitudine e di tragicità che per Cesare Pavese circondava da sempre la vita. La speranza a tutti i costi di dare un valore alla propria attraverso la politica. Il tentativo di capire Torino
Racconti colmi di incanti sommessi, in un libro che è un inventario dei temi piú cari di Cesare Pavese: il mito innocente e selvaggio che si svela nella campagna, la solitudine metropolitana, l'io fanciullo e la memoria dell'infanzia, le contraddizioni che rimandano ai valori archetipi