Giudicando la propria vita di uomo e l'opera politica, Adriano non ignora che Roma finirà un giorno per tramontare; e tuttavia il suo senso dell'umano, eredità che gli proviene dai Greci, lo sprona a pensare e servire sino alla fine. "Mi sentivo responsabile della bellezza del
Questo scritto risale al 1862 e qui si avvertono le prime avvisaglie di ciò che, pochi anni dopo, Dostoevskij troverà nel suo e nel nostro sottosuolo. Qui, però, a differenza che nelle opere della maturità, domina una nota più divertente; il racconto, infatti, è una satira grottesca con la quale
Ne "Il sogno di un uomo ridicolo", Fedor Dostoevskij esplora la ristrettezza, il cinismo e l'egoismo capaci di annientare un'esistenza, ma, alla fine, non così potenti da riuscirci. Il loro antagonista è l'amore, vincitore supremo in grado di salvare anche l'anima più
Una parabola di tre amori: Myskin e Nastàs'ja, Aglàja e Myskin, Nastàs'ja e Rog'zin: "Se davvero tutte queste sono forme d'amore, ebbene è il concetto stesso di amore che ci si dissolve tra le mani, come una chimera che può assumere le forme più assurde e contradditorie,
Fëdor Dostoevskij scrisse Umiliati e offesi al suo ritorno dalla deportazione in Siberia, nel 1861. In questo romanzo, - il quinto della sua produzione, che egli stesso pubblicò a puntate sulla rivista Vremja, da lui fondata, - si intravvedono alcuni dei grandi temi e degli stili narrativi
Uscito a puntate, nel 1865, sulla rivista "Epocha" (Epoca), "Ricordi dal sottosuolo", scritto sotto forma di un monologo-confessione, è uno dei più terribili e impietosi viaggi all'interno della coscienza umana della letteratura europea. Il protagonista è un ipocondriaco
Povera gente (1845) - la prima opera di Dostoevskij ma non per questo meno apprezzata dai critici e dal pubblico - è un romanzo epistolare. Makar Devuškin, un impiegato copista estremamente povero, scrive la sua prima lettera alla più giovane cugina Varvara Dobroselova, orfana, povera, in cattiva
"Casualmente mi guardai allo specchio. La mia faccia stravolta mi parve estremamente ripugnante: pallida, cattiva, vile, con i capelli arruffati. "Va bene così, ne sono contento", pensai, "sono proprio contento di apparirle ripugnante; la cosa mi fa piacere...". Diviso in
Condannato ai lavori forzati per attività sovversive, Dostoevskij visse per quattro anni in un penitenziario siberiano. Da quell'esperienza estrema, fatta di dolore e sopravvivenza, nacque Memorie da una casa di morti (1861), uno dei suoi romanzi più potenti e sconvolgenti. Attraverso lo
Nell'incanto evanescente delle notti pietroburghesi tra maggio e giugno, un giovane vagabondeggia in solitudine, perso in fantasticherie e in fervide immaginazioni. L'incontro con un'altra creatura notturna, una donna appoggiata a un parapetto di un canale che piange una delusione