Gramercy Park è uno splendido, tranquillo angolo della vecchia New York, dove persino il tumulto del traffico cittadino si riduce a una sorta di quieta pulsazione punteggiata talvolta dall'occasionale stridore di un freno nelle strade che costeggiano il parco, fiancheggiate dalle sue cancellate. Erano le nove passate quando i due entrarono in Gramercy Park e il dolce crepuscolo estivo avvolgeva ormai il parco, piccolo ma ben curato. I globi dei fanali splendevano discreti nelle prime ombre della sera e qualche lieve bioccolo di bruma era salito dall'East River. Hiram sorrise quando Lacy frugò nella borsetta e prese la chiave dell'alto cancello che dava accesso al parco da Lexington Avenue. La serratura non fece il minimo rumore quando lei girò la chiave e Hiram Bascom precedette la sua mossa successiva aprendo un battente. «Uuuh!» esclamò sommessamente. «Sì» convenne Lacy. «È bello. Volevate un posto dove nessuno potesse ascoltarci, no? Là c'è una panchina vuota.»