
Gianna R. Salemi - Il valzer del diavolo (2023)
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Cassie Jones, una bambina di ventun mesi, accusa strani sintomi, ma i medici non riescono a formulare una diagnosi. Stephanie Eves, medico dell'ospedale si rivolge all'amico psicologo Alex Delaware per un consulto. Alex indaga e scopre un'orribile cospirazione in cui si mescolano sfrenate avidità, morbosi segreti di famiglia e perfidi maneggi ai danni di soggetti inermi.
Alex Delaware non ha dubbi: il caso è davvero complesso ed estremamente delicato. È in ospedale, e precisamente nel reparto di Pediatria. Quella che sta osservando attraverso il vetro è una normale scena interno giorno di una normale cameretta d’ospedale. Nella stanza vede Cassie Jones, una creaturina di venti mesi, e la sua giovane madre. Una è addormentata placidamente nel suo lettino e l’altra, sfinita, sulla poltrona, ha lasciato che infine Morfeo la prendesse, ma solo per un po’. La ragazza ha spostato la poltrona circa un’ora prima e l’ha riposizionata attaccata al giaciglio della figlia. È quindi una scena di una normalità disarmante. Peccato che qui non ci sia nulla di normale. Lui sta indagando da giorni, su richiesta della pediatra della bambina e sua amica, Stephanie Eves: è stata lei a convincere tutti - amministrazione, primario e genitori compresi - che servisse uno psicologo per i genitori e bimba, solite cose, nulla di strano, stress da ricovero, adattamento, solite cose. Normale. Peccato che la sua presenza sia supportata da ben altri sospetti. Stephanie ha combattuto fino all’ultimo, ha indagato, analizzato, esaminato, visitato. Niente. I continui ricoveri della piccola non si giustificano e non rimandano a nessun tipo di patologia. Qualcuno sta facendo deliberatamente del male alla piccola Cassie. "Vacci piano". Ecco a cosa continua a pensare Alex mentre guarda la madre rigirarsi nel suo sonno leggero; il padre della bambina è il figlio dell’amministratore unico dell’ospedale, e nemmeno lui può essere escluso. Il sospetto deve essere come nebbia. La stessa dottoressa Stephanie? Certo, o il nonno, o l’infermiera affezionatissima alla piccola.Solo una cosa è certa ormai: Sindrome di Münchhausen per procura, conosciuta anche come sindrome di Polle. Deve sbrigarsi, deve capire, perché ad ogni crisi, ad ogni ricovero la situazione peggiora sempre: chiunque sia, ha una tremenda paura di essere scoperto. Da quando è al centro di sospetti, il diavolo che sta facendo questo vuole concludere il suo valzer e per farlo dovrà uccidere la bambina...
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