Salvatore Crisci - I laghetti di Cava Carosello (2026)

Salvatore Crisci - I laghetti di Cava Carosello (2026)
Agosto 2026. Nella riserva di Cavagrande del Cassibile, la siccità ha fatto arretrare le acque dei laghetti di Cava Carosello, riportando alla luce ciò che per trent’anni era rimasto nascosto in una fenditura della roccia: i resti di un uomo.
La tessera ritrovata accanto al corpo porta un nome.
Nunzio Sapuppo.
Tecnico forestale di trentaquattro anni, Sapuppo era scomparso nel settembre del 1996 durante un sopralluogo nella riserva. All’epoca il caso era stato archiviato come allontanamento volontario. Nessuna traccia di violenza. Nessun colpevole. Nessuna risposta per la moglie, costretta per trent’anni a vivere con il sospetto che suo marito avesse semplicemente deciso di andarsene.
Ora l’Ispettore Savia e la sua squadra riaprono un fascicolo che sembrava ormai sepolto.
Ma le vecchie carte raccontano una storia diversa.
Sapuppo stava indagando sui prelievi d’acqua dell’altopiano, su pozzi non registrati e su una rete di interessi capace di coinvolgere agricoltori, consorzi e uomini apparentemente rispettabili. Nei documenti mancano pagine, protocolli e rapporti. Un verbale è stato modificato. Un testimone ha firmato ciò che gli è stato detto di firmare.
E qualcuno, nel 1996, aveva tutto da perdere.
Mentre Savia ricostruisce passo dopo passo ciò che accadde trent’anni prima, una domanda diventa sempre più difficile da ignorare:
Sapuppo è davvero morto per caso?