Marzia Fabiana Vico - Voci dall'aldilà (2026 )

Nel laboratorio di Remains, società americana che ha aperto a Milano la sua prima sede europea, i morti parlano quasi ogni giorno. Dicono di vegliare, di essere in pace, di non voler vedere nessuno piangere, con voci ricostruite dai messaggi vocali e dai video dei compleanni.
Irene Caldara, tecnica del suono dall'orecchio quasi infallibile, quelle voci le costruisce una sillaba alla volta. In due anni nessun morto le ha mai detto di essere stanco.
Poi arriva Costanza Merlini, restauratrice di arazzi, vedova recente, cortese e impenetrabile. Non vuole sentirsi dire che il marito è ancora accanto a lei. Vuole le frasi che lui non ha fatto in tempo a dire, e le manda per posta, una alla volta, su cartoncini color avorio che odorano di iris. La prima dice: «Sono solo stanco, Stanza».
Frase dopo frase, Irene si accorge che quelle parole non arrivano da un dopo, ma da un prima. Le registrazioni notturne che le giungono ogni sera alle 23:14 nascondono, sotto il ronzio di un vetro che vibra al vento, qualcosa che nessuna trascrizione automatica riesce a cogliere. E una notte, in fondo al rumore, una voce pronuncia il suo nome.
Tra una Milano reale e notturna, il luna park scomparso delle Varesine e le torri di vetro sorte al suo posto, Voci dall'aldilà è un romanzo di orrore psicologico e di suspense. Qui il soprannaturale sfiora ogni pagina, ma il vero terrore nasce dagli esseri umani: dalla cura che diventa controllo, dall'amore che diventa possesso, dalla voce che può essere copiata, venduta e usata come un'arma.
Il volume si chiude con Aria e vento, una dissertazione clinica e giuridica sull'istigazione al suicidio. Analizza il caso narrato con gli strumenti della suicidologia, della psicologia del controllo coercitivo e del diritto penale italiano.
Questo libro affronta i temi della manipolazione psicologica e del suicidio. In apertura sono indicati i riferimenti di aiuto