Reginald Musgrave - Sherlock Holmes e la Venere di cera (I casi ritrovati di Sherlock Holmes Vol. 6) (2026)

Firenze, maggio 1891. Il mondo crede Sherlock Holmes morto in fondo alle cascate di Reichenbach.
In una pensione sull'Arno, con la finestra sul Ponte Vecchio, vive un esploratore norvegese di nome Sigerson, che passa le giornate alla Specola a disegnare gli orecchi delle cere anatomiche. Finché una mattina, dentro la teca di cristallo della celebre Venere di Clemente Susini, una mosca si posa sulle labbra della statua. E le mosche non si posano sulla cera.
Sotto il velo rosa c'è una giovane pittrice inglese, e la Venere è sparita. Intanto al Grand Hôtel, con una mantella a quadri e una pipa enorme, un uomo riceve i giornalisti dicendo di essere Sherlock Holmes, scampato per miracolo alla morte. È un attore. È un'esca. E un vecchio cacciatore di tigri aspetta, paziente, di vedere chi abboccherà.
Per la prima volta è Holmes stesso a raccontare: le settimane che non volle mai confidare al suo amico, e la vera ragione dei tre anni di silenzio che Watson non gli aveva mai perdonato.
Un romanzo di cere e di maschere, di morti finte e di vite vere, con una prefazione e un poscritto del dottor Watson. Il caso più personale di Sherlock Holmes.