Questo romanzo struggente racconta la storia di Pauline Dubuisson, condannata in Francia nel 1953, a 21 anni, per l’omicidio del giovane fidanzato. Pauline non ha mai avuto una vita facile, due genitori distanti, un grave lutto, un’esperienza traumatica durante la guerra. Proprio quando Pauline ha trovato l’amore e sembra aver superato gli orrori del passato, una rivelazione la spinge a uccidere l’uomo che pensava di amare. La sua colpevolezza di fronte alla giustizia non sembra dipendere solo dai fatti, ma da un atteggiamento orgoglioso e indipendente che questa giustizia borghese e limitata non riesce a spiegarsi.
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