Uno Studio in verde smeraldo è ambientato in una Londra "alternativa" del 1881 ed è un esplicito omaggio alle opere di Arthur Conan Doyle così come al genio di Lovecraft e al mito di Cthulhu. Gaiman lascia supporre che il narratore sia Sebastian Moran, personaggio creato da Conan Doyle, ex colonnello dell’armata indiana di Sua Maestà Britannica che aveva servito la sua patria nella campagna di Jowaki, in quella Afghana, a Charsiab, Sherpur e Kabul, subendo una serie di torture e mutilazione fisiche. Tornato dalla sua campagna Afghana, Moran stringe amicizia con uno stimolante coinquilino di casa, che si scoprirà essere un singolare investigatore privato dalla personalità molto simile al noto Sherlock Holmes, personaggio cui Gaiman fa riferimento, seppur alla lontana, "battezzando" un altro dei personaggi chiave della storia con il nome di "John (o forse James) Watson". Nel corso del racconto l’investigatore e l’improvvisato aiutante si troveranno a dovere risolvere il mistero di un brutale e misterioso delitto.
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