Non è passato molto tempo da quando Samuel Holt era un divo televisivo, e ancora la gente lo identificava con il personaggio che impersonava, un investigatore simpatico e tirapugni. Ma non è da questo passato che nascono i guai di Samuel, bensì da quando faceva il poliziotto a Long Island e aveva come partner Doug Walford. Ora, Doug è in pericolo per aver ficcato il naso in faccende che nessuno ha mai osato toccare, e Samuel deve aiutarlo. Per questo lo “seppellisce” nella sua casa al Greenwich Village. Nessuno saprà che Doug si nasconde là, e nessuno lo toccherà. Sfortunatamente le cose si mettono male, quando Samuel decide di dare un piccolo ricevimento per poche persone che conosce da anni, gente fidata, con la quale ha diviso gioie e dolori. Prima che la serata finisca, Doug Walford è morto, in una stanza al piano superiore, ed è chiaro che a commettere il poco ospitale omicidio è stato uno degli amici di Samuel Holt. Come ne II falcone maltese di Dashiell Hammett, il protagonista di questo romanzo vive un terribile dramma professionale e personale: deve portare avanti l’indagine iniziata dal suo collega morto e nello stesso tempo condurne una sua per scoprire quale dei suoi amici è un assassino. Nessuno può essere ignorato, neanche la sua ragazza. Qualunque cosa Samuel potrà scoprire, il dolore che proverà nel risolvere il mistero sarà devastante quanto la ragione che l’ha provocato.
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