Esistenze come vasi di vetro che sembra debbano restare chiusi per sempre. Che vorresti rompere, ma le pareti sono infrangibili. Oppure fragili e pieni di crepe, che si possono frantumare in un attimo in mille pezzi da rimettere poi, con cautela, insieme. I barattoli della vita di Martina hanno tutti la stessa etichetta: Giorgio. E sono scanditi dai numeri delle sue scappatelle. Quelli di Giorgio non hanno nome, per lui si tratta solo di un po' di sesso e via. Tranne uno, che il nome ce l’ha scritto sopra ma lui non riesce a leggerlo, come se l’etichetta fosse voltata dall'altra parte. Umberto spera che i suoi barattoli non si rompano mai. Emma vorrebbe che lui li rompesse. Cristina sa che ne romperà più di uno ma che, forse, riuscirà ad aggiustare qualcosa. Simonetta non ha barattoli. O almeno è quello che crede lei.
Gli utenti del Visitatori non sono autorizzati a commentare questa pubblicazione.