
Quando il pericolo è troppo vicino, non c’è scelta: bisogna tornare a essere eroi. Uzbekistan, 2005. Carri armati russi entrano in una piazza gremita di manifestanti, soffocando nel sangue la rivolta contro la dittatura. È un momento epocale nella storia delle repubbliche sovietiche, e Charlie Davis, fotografo americano, riesce a immortalare le scene più drammatiche. Le sue foto finiscono sulle prime pagine di tutti i giornali, e lui e la moglie Julie, incinta, si salvano per miracolo dalle rappresaglie e dalla violenza degli oppressori. California, 2011. I Davis si sono trasferiti a Santa Monica e hanno avuto due bambini. Dopo gli anni turbolenti da reporter d’assalto, Charlie ha deciso di non rischiare più la sua vita e quella di Julie, che l’ha sempre seguito, e di sistemarsi in un posto tranquillo, dove vivere come una famiglia normale. Peccato che, proprio ora che i giorni scorrono finalmente sereni, qualcosa sconvolge il loro mondo: Julie viene rapita. E la polizia, come se non bastasse, sospetta di Charlie. Che a sua volta viene narcotizzato e interrogato da un manipolo di uomini dal volto coperto, in cerca di informazioni su dove si trovi la moglie. È ormai chiaro che Julie ha la sua parte di colpa, e gli ha tenuto nascosto qualcosa. Ma cosa, e da quanto tempo? Alla disperata ricerca d’indizi, Charlie scava così nel passato della moglie e nel proprio.
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