A scuola iniziarono subito a girare cattive voci su di lui. Le ritenni menzogne, pettegolezzi impietosi, bullismo contro un ragazzo diverso e poco socievole, l’ultimo arrivato in città e nel liceo. Speravo che ci saremmo subito riconosciuti: due esseri affini, diversi dalla massa omologata che li circondava. Sentivo che un destino ci avrebbe unito, alla fine, e per farlo la sorte ci stava sospingendo l’uno verso l’altra, con la forza di un campo magnetico invisibile e inspiegabile. Il tempo mi diede in parte ragione. Ma anche le cattive voci, purtroppo, ne avevano. Un colpevole è soltanto un innocente che ha perso i buoni motivi per rimanere tale.
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