"Il signor Schepis attendeva l’ispettore sull’uscio, rigido come il legno scuro. Disse che la moglie non sarebbe stata presente, fragilità, aggiunse, invitandolo a salire nell’appartamento. Era un uomo alto, distinto, dallo sguardo diritto. S’era incorniciato il mento con un pizzetto, tanto tempo prima, sino ad averlo bianco candido, come le sopracciglia e i capelli. Solo la peluria sulle dita erarimasta di un nero setoloso. Aveva esercitato la professione di medico, disse, all’ospedale militare in città. Colonnello medico, per la precisione. Arrivavano fanti d’arresto e carristi per rimediare qualche licenza dopo una visita o ricoveri per incidenti e disattenzioni, sbronze e appendiciti. Il colonnello Schepis visitava stringendo la pipa tra i denti e bastava qualche colpo secco alla schiena euna palpatina veloce all’addome per farsi un’idea del malanno. Del resto aveva imparato, negli anni, a leggere gli uomini d’un botto: i simulatori, le piccole canaglie adatte all’imbosco, gli sventurati che temevano la vita di caserma come la morte e i ventenni decrepiti, quelli che avevano avuto in sorte fisici di tenero cristallo e che lui rispediva, senza remore ed esitazioni,alla vita civile, con qualche articolo stampato sul foglio di congedo che ne attestasse l’imperfezione e l’inadeguatezza. Gli era toccato amministrare il patrimonio della moglie, un’eredità immobiliare che lo condannò alla compravendita di case in Istria, nei sobborghi di Ljubljana e lungo il litorale friulano e veneto. Era diventato, suo malgrado, un esperto in costruzioni balneari, da riposo estivo. Dal tonosi capiva come avesse patito la mansione, quanto avesse trattato affari con disprezzo per sé e per i costruttori, le maestranze, gli assessori comunali che seguivano le pratiche edilizie e tutte le commissioni, i geometri, per non parlare degli architetti. Tutti vili, a suo dire."Natale si avvicina, le vetrine traboccano di attrazioni sfiziose e qualcuno molesta le commesse di Treviso. Telefonate anonime, aggressioni: un crescendo allarmante.La spinosa indagine piomba sulla scrivania dell’ispettore Stucky, che gira a vuoto, si perde per canali e osterie. Finché una bella commessa nera non ci lascia la pelle.
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