Dopo quarant'anni nei servizi segreti inglesi, prima come agente speciale e poi come capo del Bureau, Paul Chavasse ha in programma di mettersi a riposo (ma può un uomo con la sua esperienza andare davvero in pensione?). Ma quando viene avvicinato da un misterioso monaco buddhista tibetano che fa insistenti domande su una sua vecchia missione in Tibet, l'antico spirito si riaccende. Era il 1962, nel pieno della Guerra Fredda. Chavasse era già stato in quel lontano paese tre anni prima: in un' impresa quasi leggendaria aveva aiutato il Dalai Lama a fuggire in India. Il suo secondo incarico in quei luoghi si presentava ancora più difficile: doveva riportare in Occidente un eminente scienziato tenuto prigioniero dai cinesi per conto dei russi. Si trattava di un grande matematico, autore di una teoria capace di rivoluzionare fin dalle fondamenta il campo dei voli spaziali. Per portare in salvo l'uomo che poteva garantire la vittoria nella corsa alla conquista dello spazio, Chavasse aveva dovuto affrontare un viaggio avventuroso oltre i confini del Kashmir, dove aveva incontrato il celebre professore, l'affascinante quanto enigmatica Katya, nonché i guerriglieri tibetani e le autorità militari cinesi… E poi la prigionia, la tortura, la lunga fuga. Una storia quasi in credibile, che ormai appartiene al passato. Ma perché il giovane monaco è così interessato a quella vecchia vicenda? Un romanzo denso di azione e di colpi di scena da un maestro indiscusso della spy story.