La sessantaseienne Ines Calici viene trovata senza vita nell’appartamento in cui vive da sola, con un bavaglio che le serra la bocca e il corpo legato alla sedia. È morta soffocata in seguito a una crisi respiratoria: il bendaggio ne ha aggravato i già seri problemi di salute. Secondo le Forze dell’Ordine la sua morte è la tragica conclusione dell’ennesimo colpo di una banda di rapinatori che agisce nei quartieri più eleganti della città. Dopo l’evento, infatti, i furti sono cessati: per gli inquirenti è l’indice di colpevolezza della banda. Ma la nipote di Ines, Lucia Calici, non è affatto convinta di questa ricostruzione e ingaggia l’Agenzia Cantoni per condurre un’indagine parallela concentrata sulla famiglia della vittima. La vittima infatti, poco prima di morire, aveva deciso di impiegare gran parte dei suoi beni per pagare un intervento sperimentale all’estero con cui sperava di risolvere i suoi problemi respiratori e alla spina dorsale. Mentre con Tonino, Cantoni e l’alano Otto, Anna si immerge nell’indagine, nemmeno sul fronte privato mancano le rivelazioni, e Anna scopre che, da una parte e dall’altra, mano a mano che dipana la matassa, il filo della colpa si disfa e si ingarbuglia.
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