
Michele Tiralosi - Indagine Mortale: La nuova Avventura di Mike Naeli (2022)
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1947, in una foresta sperduta, vicino a Washington DC
“Il Leader è dentro, Generale?”, chiese un uomo.
“Sì”, rispose il Generale. "C'è un motivo per cui lo chiedi?"
"No." L'uomo esitò. "Mi stavo solo chiedendo se..."
"Non tergiversare," disse il Generale infastidito.
“Sai che non abbiamo molto tempo."
“Mi dispiace", disse l'uomo. "Sono nuovo, ero..."
Non riuscì a terminare la frase perché il Generale, nel frattempo, aveva già bussato alla porta ed era entrato nella baracca.
Gli altri rimasero ad aspettare con timore e trepidazione.
C’era una persona seduta su una sedia all'interno della baracca con addosso un cappuccio simile a quello degli altri ma di color rosso acceso. Non si muoveva e quasi non sembrava essere reale; forse era solo una statua che si trovava lì da quando era stata costruita la baracca.
Il Generale esitò per un momento, ma alla fine parlò. "Noi siamo pronti quando lo sarai anche tu", disse.
Il Leader annuì ed alzò la mano per indicare l’uscita. Il Generale aprì la porta, aspettò che il Leader
uscisse e lo seguì rapidamente, chiudendosi la porta alle spalle.
Il Leader camminava davanti al gruppo di persone senza guardare nessuno. E, nonostante la paura fosse ormai palpabile, tutti si affrettavano a seguirlo. Il Leader sembrava quasi librarsi sul sottobosco, nessun rumore di foglie scricchiolanti sotto i suoi piedi. Il resto di loro si chiedeva se Egli stesse davvero toccando il suolo mentre cercavano di stare al passo.
Nel camminare con solerzia nel bosco il Leader inaspettatamente si bloccò, alzando una mano per indicare agli altri di mantenere il loro posto. Tutti obbedirono. Il Generale si mise tra il Leader e gli altri.
Improvvisamente la temperatura scese e, a circa 10 metri di distanza, iniziò ad apparire un Vuoto Nero. Più si faceva grande e scuro e più faceva freddo. Gli alberi ondeggiavano ed il vento diffondeva rumori in grado di scuotere anche i più coraggiosi.
Le persone dietro il Leader rimasero impressionati a quella visione e alcuni di loro iniziarono a tremare.
"È tempo per la Grande Trasformazione", esultò il Leader.
2010, Stazione di McMurdo, Antartide
A tarda sera, Tom Steven, un astrofisico australiano, di turno ad osservare il cielo, sorseggiava come al solito il suo caffè nero bollente.
Prendeva appunti canticchiando una dolce melodia. Rimase seduto lì per quasi un'ora, scrutando gli Astri con la solita dovizia e morbosa curiosità.
Improvvisamente, qualcosa si mosse nel cielo e lo lasciò completamente sbalordito. Guardò più attentamente e sbiancò in viso come avesse visto un fantasma, cercando di capire cosa stesse accadendo.
Si alzò di scatto nell’intento di avvisare i colleghi dell'impossibile. Ma chi poteva immaginare cosa sarebbe successo dopo?
Cadde con un tonfo sul pavimento e il suo corpo fu scosso da un tremore incontrollabile, mentre dalla sua bocca usciva schiuma bianca come se fosse stato avvelenato. Dopo qualche istante smise di muoversi, i suoi occhi fissi verso l'oblio, la paura ancora incisa sul volto mentre esalava l’ultimo flebile respiro.