
Bruno Del Medico - Carl Jung e il futuro della coscienza. Inconscio collettivo e campo di coscienza nel tempo della fisica quantistica (2026)
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Questo libro nasce da una doppia fedeltà. Da un lato, la fedeltà intellettuale e simbolica a Carl Gustav Jung, uno dei più grandi esploratori della psiche del Novecento; dall’altro, la fedeltà all’evoluzione del pensiero stesso, che non può arrestarsi davanti a nessuna formulazione, per quanto geniale. L’ipotesi che guida queste pagine è semplice nella sua formulazione, ma radicale nelle sue implicazioni: l’inconscio collettivo junghiano rappresenta una tappa decisiva, ma non conclusiva, di un processo evolutivo più ampio della coscienza umana, oggi riformulabile come Campo di Coscienza. Jung ha avuto il coraggio di oltrepassare i confini della psiche individuale, introducendo l’idea che esista una dimensione psichica universale, comune a tutta l’umanità, strutturata in archetipi e accessibile attraverso simboli, sogni e miti. Con questo gesto, ha incrinato definitivamente l’illusione di una mente isolata, autonoma e autosufficiente. Tuttavia, egli stesso ha lasciato aperta una domanda fondamentale: che cosa è, in ultima analisi, questa dimensione collettiva? È soltanto un fatto psicologico o rimanda a una struttura più profonda della realtà?