Sdoppiamento, schizofrenia, crisi di identità: mali di cui le spie soffrono più di chiunque altro, costrette come sono a vivere una "doppia vita”, quella imposta dalla copertura ufficiale e quella scaturita dalla loro vera attività. Immaginatevi poi quando un agente segreto fa il doppio o il triplo gioco: le sue identità si moltiplicano come quelle di un’immagine riflessa su specchi. Un gioco difficile da portare avanti e terribilmente pericoloso ma per questo "doppiamente” affascinante. Narrando con grande scrupolo una storia in cui si scontrano i servizi segreti francesi, russi e americani e in cui non mancano né il traditore né il sicario né la seduttrice sensuale, Volkoff si spinge in una direzione stranamente trascurata dagli autori dei romanzi di spionaggio, quella appunto delle motivazioni psicologiche che muovono una spia e delle leggi che regolano i rapporti tra agenti segreti, uomini che hanno scelto di sovrapporre quotidianamente la finzione alla realtà, di fare della menzogna la loro ragion d’essere.
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