Espressione di un profondo bisogno di rinnovamento esistenziale e intellettuale, questa prosa, composta mentre d'Annunzio è in esilio in Francia e pubblicata nel 1916 presso Treves, ha caratteri di novità sia dal punto di vista strutturale che ideologico. Difficilmente ascrivibile alla categoria-romanzo, La Leda è uno dei pochi testi dannunziani che si affida invece che al consueto protagonismo autobiografico a una narrazione differita: la vicenda dell'avventuriera dall'emblematica bellezza è infatti affidata alla voce di un misterioso alter ego, Desiderio Moriar. L'ambientazione in una Landa desolata e spettrale, la scrittura musicale che procede più per illuminazioni che seguendo un vero intreccio narrativo, rendono questa prova del d'Annunzio "notturno" ancora parzialmente irrisolta tra espedienti di racconto e volontà di auscultazione interiore.
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