
Rosso scarlatto è la storia impietosa della vita di un uomo potente, un porporato che s’è fatto scudo dell’abito bordato di rosso, cinto dalla fascia scarlatta, per avvicinarsi ai bagliori dell’innocenza, e che, a dispetto della propria natura, ha scelto di stare dalla parte di Dio. Ha eretto una barriera invalicabile – il suo codice d’amore – fra i desideri che lo tormentano e l’impulso di assecondarli. È la linea di confine che gli impedisce di profanare il candore degli angeli. All’inizio del 2017, il Cardinale Stelio Varlón decide di annotare su un taccuino ciò che per sessantasei anni ha taciuto. Rilascia nel memoriale la sua Confessione, affinché lo strascico che ha lasciato vivendo sia da esempio per un uomo come lui: un peccatore che ha inseguito lo splendore della Grazia fino a esserne accecato. Spera che fra le righe del suo taccuino quell’uomo riesca a trovare il bandolo per uscire dal labirinto della dannazione e salvarsi l’anima. “… oggi, il mio corpo stanco mi dice che il momento è arrivato… Oggi, sono pronto a rilasciare la mia Confessione. Sono pronto a risarcire Dio con la trascrizione dei fatti.” Rosso scarlatto è riservato a quanti, di fronte al peggiore dei peccati, riescono a intravedere i fantasmi che l’hanno generato. A quanti sono disposti ad ascoltare le ragioni di un peccatore, prima di condannarlo. Perché, a volte, è più importante essere compresi, che assolti.
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