
Fra i marmi splendenti delle cappelle medicee e i vicoli ombrosi percorsi da mercanti, frati e congiurati, si cela il cuore palpitante di una città che fu culla d’arte e arena di sangue: Firenze, nell’anno del Signore 1478. Una città divisa tra l’armonia dell’Umanesimo e i sussurri del tradimento. All’ombra della cupola di Brunelleschi, Matteo Rinaldi – giovane scultore e allievo del venerabile Verrocchio – scolpisce il marmo come se potesse domare il destino. Egli non sa ancora che la sua vita, forgiata con la grazia dell’arte, sta per essere plasmata da colpi ben più crudeli: quelli della storia.