
Maria Grazia Calandrone - Dimmi che sei stata felice
Anteprima esclusiva imperodeisogni
Roma, quartiere San Lorenzo, lunedí 19 luglio 1943. Certi pupi in canotta e calzoncini giocano a battimuro nel cortile, con la palla di pezza fatta coi calzini e ritagli di stoffa inutilizzabili pressati insieme per mezzo di tre o quattro elastici a colori, che danno alla palletta impulsi tutti sbilenchi e i ragazzini strillano e si spintonano, litigiosi e contenti.
Le femminucce stanno a crocchi chiassosi nell’angolo opposto, a scandire nomi di frutti saltando la corda pe-ra, me-la, fra-go-la, ba-na-na, a-ran-cia, ci lie-gia, li-mo-ne, manda-ri-no. A ogni sillaba, un piccolo piede, calzato coi sandali di fratelli e sorelle piú grandi, tocca terra. Se una inciampa e lo nega, dal gruppo s’alza una pipinara e i maschietti ridono di quei litigi di vocette acute. «Aò, se so’ svejate le galline!»
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