
Nicola Gardini - Daddy (2026)
Rimasto vedovo dopo trent'anni di matrimonio, il protagonista apre le porte di Grindr e scopre di incarnare uno dei "modelli" più richiesti del mondo gay: il daddy, cioè l'uomo d'esperienza, protettivo e capace d'ascolto, che provoca nel giovane, il cucciolo, dolci fantasie di remissività. In un esaltante incontro conosce a Oxford Adrians e, dopo esser rientrato a Milano, riceve da lui continue dimostrazioni di interesse. Niente di che: messaggini senza succo, selfie dalla palestra, osservazioni sul clima. Eppure. Convinto che tra loro sia nata una relazione, il nostro daddy torna a Oxford. Peccato che a questo punto il cucciolo si riveli un gelido narcisista. Non resta che imbarcarsi in nuove avventure. Ma adesso gli incontri sanno irrimediabilmente di delusione, trascinando tutto l'irrisolto del passato: i complessi dell'infanzia, i conflitti di famiglia, le pene dell'adolescenza. Ritorna il fantasma dello stesso padre, quello genetico, costringendo il daddy, fuori della cornice di Grindr, ad armonizzare dentro di sé i vari conflitti di un'infinita educazione sentimentale. E Adrians? C'è ancora.