
Gabriel Tallent - Crux (2026)
Dan e Tamma sono all’ultimo anno di liceo nella loro cittadina in California, all’ombra del Joshua Tree National Park, una delle mecche mondiali dell’arrampicata su roccia. Lui è uno studente promettente, con la domanda per il college pronta e le incombenti aspettative dei genitori a guardargli le spalle. Lei vive in una roulotte rosa, e l’unica aspettativa di sua madre, ex bomba sexy e ora cameriera stanca e disperata, è che quella figlia disgraziata non si rompa l’osso del collo scalando di notte, con pochi mezzi ma grandi ambizioni, i grandi massi nei parcheggi disseminati di rifiuti. Le loro strade sembrano già scritte, in un senso o in un altro, se non fosse che entrambi desiderano qualcos’altro: una vita all’insegna dell’avventura, diversa e migliore di quella dei propri genitori, lontana dagli abbagli del Sogno americano. Diventare dei veri climber sembra l’unica via per riuscirci: è tutta una questione di coraggio, lavoro e convinzione, si ripetono l’un l’altro nei momenti di difficoltà. Ma, con il passare dei mesi, la realtà adulta fa valere le sue ragioni. La loro amicizia è messa a rischio da obblighi inconciliabili; le differenze di classe, talento e prospettive assumono un’inedita importanza; le opzioni diminuiscono e le decisioni diventano sempre più impegnative e pericolose. Il futuro si appanna all’orizzonte, e sembra sfuggire dalle mani, proprio come un appiglio traditore sulla roccia.