
Grégoire Bouillier - La sindrome dell'Orangerie (2026)
A Parigi nel museo dell’Orangerie i visitatori sono estasiati dalle Ninfee di Monet, ma il detective Bmore viene colto da un attacco d’ansia. Perché Monet ha dipinto i fiori del suo giardino fino all’ossessione, quattrocento volte in trent’anni a dir poco? Da questa domanda inizia un viaggio nella mente del protagonista, che usa le Ninfee come spunto per parlare della condizione umana. L’autore trascina il lettore in una scia di intuizioni insospettabili, con associazioni quali Edgar Allan Poe, Winston Churchill e Tintin, partendo da Giverny per arrivare in Giappone e ad Auschwitz. Gli appassionati di arte e letteratura, e gli affamati di sapere, troveranno nelle riflessioni ironiche e sottili di Bmore una profonda umanità, mentre il suo spartito interiore vibra di corda in corda.