
Ivan Cotroneo - Grande (2026)
Ernesto, sceneggiatore che vive tra Roma e Napoli, si trova improvvisamente a dover affrontare la malattia della madre, colpita da un Alzheimer che ne consuma identità e corpo. È costretto a gestire il progressivo crollo fisico e mentale della madre e, insieme, a scoprire il disastro economico nascosto per anni. Nel corso di un’estate torrida, mentre la vita famigliare si svela e si sgretola, Ernesto trova una forma di sopravvivenza nel desiderio e nella carne, nella scoperta di altri corpi: gli incontri in una Napoli d’agosto, tra locali notturni e strade deserte, diventano un contrappunto liberatorio al dolore dell’assistenza quotidiana. Nel continuo mescolarsi di amore e repulsione, tenerezza e rabbia, la relazione tra madre e figlio si spoglia di ogni ipocrisia, mentre Ernesto spinge le sue notti all’estremo.