
Pier Lorenzo Pisano - La somma delle cose (2026)
«Noi che ci sentivamo due versioni della stessa identica cosa». Una lettera d'addio scritta su uno scontrino. Lunghissimo, infinito, che si arrotola su sé stesso e racchiude tutti gli acquisti di una quotidianità ormai scomparsa. Una vera e propria resa dei conti. Ma i conti, quando un amore finisce, non tornano mai. Lui e lei hanno tenuto nota di tutte le spese: il caffè del primo appuntamento, e il gin tonic per rompere il ghiaccio, e la spremuta d'arancia della prima colazione dopo la prima notte insieme. E poi la copia delle chiavi di casa fatta fare dal ferramenta, due confezioni di preservativi scaduti, lo scaffale per l'ingresso comprato su internet, i biglietti dei concerti, le tute da jogging, il trolley sfondato durante le vacanze... Brillante e struggente, "La somma delle cose" trasforma le tracce materiali di un amore, cose insignificanti, in spaccati di una relazione in cui ognuno ha la sua versione dei fatti, e tutto assume un valore, e un prezzo, nel tentativo impossibile di dare un senso alla fine. È passato un po' di tempo da quando Mauro e Chiara si sono lasciati. I silenzi sempre più lunghi, il nido che a poco a poco diventa una tana a misura di una persona sola, le incomprensioni stupide che prendono il posto della trasparenza di quando ci si leggeva nel pensiero. Questo amore è stato come un giro di giostra, si dicono: bellissimo, poi scendi e sei uguale a prima. Ma qualcosa è rimasto, invece. E comincia a manifestarsi l'illusione più antica di sempre, che l'amore possa tornare...