
Gabriele Piazza - Il gay felice (2026)
Michelangelo ha ventisei anni, vive a Roma ed è un aspirante attore. La sua vita, tra sogni e battute d'arresto, potrebbe sembrare tutto sommato normale, se non fosse per quello che lui considera una condanna: la sua omosessualità. Il solo fatto di essere gay sembra un ostacolo sia sul lavoro, in cui gli sono proposti solo ruoli di uomini che parlano con voce nasale e muovono le mani come se non contenessero ossa, sia nella sfera privata, segnata da un amore impossibile per l'amico Filippo, etero. Schiacciato dal peso dei cliché e da un profondo senso di vergogna, Michelangelo finisce per convincersi che ogni fallimento derivi proprio da quell'ingombrante identità.
Tutto cambia quando un grave incidente d'auto gli provoca un'amnesia selettiva: Michelangelo dimentica l'esistenza stessa dell'omofobia. Finalmente libero dallo sguardo giudicante degli altri, inizia a vivere secondo le proprie regole, lasciando emergere una versione di sé autentica, spontanea e radiosa. Questa libertà senza freni lo trasforma in un fenomeno virale: Michelangelo diventa il simbolo dei "gay felici", conquistando pubblico e successo. Ma mentre il mondo sembra premiarlo, chi gli sta davvero accanto inizia a preoccuparsi: quella felicità improvvisa è reale o solo una fragile illusione?