
William Shakespeare, Antonio Scotto Di Carlo - Otello. Come non lo avete mai letto (2026)
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Dall’autore di: Amleto - Versione in un linguaggio più moderno e nel format della sceneggiatura dell’opera di Shakespeare Sceneggiatura adattata al lettore Kindle per una lettura agevole e gradevole C’era bisogno dell’ennesima traduzione di Othello? Probabilmente, no. A meno che non si tratti di qualcosa di diverso. Tutti conoscono la tragedia del Moro di Venezia e come egli sia stato intrappolato nella sua stessa gelosia. Lo sanno tutti. Beh, forse non proprio tutti. Forse qualcuno non sapeva della trappola. Qualcuno tipo… uno a caso… Otello! Questa versione dell’opera racconta la storia dal punto di vista di Otello. Chi ha assistito a rappresentazioni teatrali/cinematografiche o letto l’opera, è bene al corrente di come si formi, intreccio dopo intreccio, la ragnatela in cui finisce Otello; lui però, apprende dell’esistenza di quella ragnatela solo dopo essercisi impigliato come una mosca. La domanda è: come consentire al lettore di comprendere veramente il dramma della mosca se i riflettori sono puntati spesso e volentieri sui ragni che imbastiscono la tela? La mosca volava spensierata nell’aria tersa, tutta presa dalla propria felicità, concentrata sui suoi progetti, e non si sarebbe mai aspettata di finire dove tutti quelli che la osservavano la vedevano diretta. L’unico modo per il lettore di vivere la storia così come l’ha vissuta Otello è di dimenticarsi della ragnatela. Cancellarsela dalla mente e concentrarsi su di lui, una “missione impossibile” perché quando Otello non è di scena, sul palco ci sono “i ragni” che tessono la tela. E come può il lettore ignorare ciò che dicono e fanno i ragni in modo da rimanere inconsapevole come Otello e provare appieno il suo stato d’animo? Un modo c’è: diventare una pulce e balzare su una spalla di Otello, restando con lui per tutto il tempo. Uscendo di scena quando esce lui e tornandoci quando torna lui, il lettore vedrebbe solo ciò che vede lui; sentirebbe solo ciò che sente lui. Ecco come si potrebbe vivere la tragedia in full immersion nella mente e nel cuore di Otello: sbarazzandosi dei ragni!