
Ioanna Karistiani - Le catene del mare (2026)
Per il comandante Mitsos Avgustìs, statuario come un Poseidone, burbero e tenero allo stesso tempo, eroico nella sua infallibile capacità di guidare la sua nave e i suoi uomini benché sia cieco, dopo dodici anni di navigazione ininterrotta negli oceani è arrivata la resa dei conti. Le burrasche della terraferma (la moglie Flora, due figlie, un figlio, una nipotina e Litsa, amante di molti anni prima) reclamano il suo coraggio e la sua forza d’animo molto più delle tempeste oceaniche. Ma è difficile per il comandante liberarsi dalle catene del mare e abbandonare la sua unica, vera casa, il cargo Athos III, il luogo in cui Mitsos si confronta con i suoi ricordi, il rifugio in cui egli conserva gelosamente i suoi segreti. Ma c’è sempre qualcosa da imparare, sia pure a proprie spese. Protagonisti della svolta saranno il figlio Antonis e Litsa, novella Penelope in attesa da anni del ritorno del suo Ulisse. E alla fine, a Mitsos non resterà che abbandonarsi alla dolcezza dell’ultimo swell, la corrente muta dell’oceano che sana le ferite e cancella la malinconia dei marinai.