
Ivan Sciapeconi - L’eredità del dolceamaro (2026)
Quando Violante alza gli occhi e vede il giovane Honoré sfidare il vuoto, capisce che non tutti gli uomini sono fatti di terra. Lui, dall’alto della fune, intuisce nella ragazza un’inequivocabile promessa di libertà e una storia a cui appartenere. Malgrado l’ostilità del padre Alfeo, Violante fa conoscere a Honoré l’amore e il balsamico millenario: un medicamento portentoso in grado – si dice – di guarire il corpo, ma anche l’anima; per Alfeo un patrimonio da far fruttare in ogni modo, negli anni in cui l’industrializzazione inizia a decollare. Quando la Grande Storia arriva a Bastiglia portando guerre, Violante si rende conto di quanto sia complicato, quasi impossibile, tenere unita la famiglia. Libero e Ludovico, i suoi figli gemelli, si lasciano trascinare dalle correnti opposte del nuovo secolo, tra sogni di ricchezza e di rivoluzione… e quando gli eventi precipiteranno, ognuno di loro – anche Violante – dovrà prendere una difficile decisione tra il legame di sangue e gli ideali che ha scelto. Una speranza, forse, è nello strano sguardo di Amelie, la figlia più piccola.