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Pier Luigi Curreli - S'Andara. Memorie di un minatore e di un cane randagio (2026)
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17 giu 2026, 11:16

Pier Luigi Curreli - S'Andara. Memorie di un minatore e di un cane randagio (2026)

Pier Luigi Curreli - S'Andara. Memorie di un minatore e di un cane randagio (2026)

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Nel Sulcis che non muore, due solitudini si riconoscono. Bacu Abis, autunno 2020. In uno stazzo di ladiri blindato di lamiere arrugginite, vive Elias Melis, ex minatore del Pozzo Sella, settant'anni portati come macigni di galena. I suoi polmoni sono diventati pietra — la silicosi ha trasformato mezzo secolo di respiri in una guerra silenziosa che sta per finire. Fuori, il Sulcis industriale è già un fantasma: i castelletti dei pozzi svettano come scheletri contro il cielo di sale, i fanghi rossi di Monteponi continuano a sanguinare nel paesaggio. Al confine del suo territorio, lo aspetta Maimone: un cane randagio nato tra gli scarti tossici della Laveria Lamarmora, re di un branco di sopravvissuti, con gli occhi ambra che sanno troppo. Il loro incontro non è tenero — è il riconoscimento brutale tra due creature segnate dalla stessa terra, dalla stessa polvere, dallo stesso rifiuto di cedere. Intorno a loro ruotano i fantasmi di una Sardegna dimenticata: Grazia, la moglie di Elias che lavava via la ruggine dal suo corpo ogni sera come un rito d'amore; Efisio e Gavino, i compagni rimasti sotto nel 1974; Pietro, il figlio che cerca di lavarsi via lo zinco dalla pelle ma lo sente scorrere sotto come un'eredità impossibile da rifiutare. S'Andara — «il cammino» in sardo — è un romanzo che procede su due binari: la resistenza quotidiana di un vecchio e del suo cane contro l'oblio, e il pellegrinaggio notturno sul Cammino Minerario di Santa Barbara, dove Elias consegna alla moglie morta i versi di un canto in sardo Sulcitano che custodiva da trent'anni. Con una prosa densa di odori minerali e silenzi abitati, Pier Luigi Curreli costruisce un'elegia per una civiltà sepolta — quella dei minatori del Sulcis-Iglesiente — che diventa universale nel racconto di due esseri che scelgono la fedeltà come ultima forma di libertà. «La miniera non mi ha portato via del tutto. Sono fatto di zinco e di promesse mantenute. Questo è quello che resta.»





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