
Mario Biondi - Ombre della mente (2026)
A Kathmandu, mentre cerca di riordinare le idee scombussolate da un infido liquore locale, Lucio Drezzo si imbatte in alcuni testi in italiano. Portano la firma di Luca Olgiati, uno scrittore che sembra scomparso nel nulla proprio lì in Nepal. Da quell’incontro fortuito prende avvio un’indagine intima e inquietante, da Milano all’Himalaya, tra hard disk cifrati, valigie abbandonate e racconti che sembrano parlare direttamente dello scrittore nel suo divenire. A mano a mano che i tasselli della sua vita sembrano comporsi – l’adolescenza su un lago, le ambizioni letterarie, le ferite familiari, il successo imperfetto – la figura di Luca scivola in una zona d’ombra dove biografia e finzione, realtà e mistero, memoria e identità iniziano a sovrapporsi. Le dottrine buddiste sul moltiplicarsi di personalità e mondi, vere e proprie “ombre della mente”, diventano la chiave di un enigma che riguarda non soltanto uno scrittore forse scomparso, ma la natura stessa dell’io.