Lou Andreas-Salomé - La casa. Storia di una famiglia di fine Ottocento (2026)

Lou Andreas-Salomé - La casa. Storia di una famiglia di fine Ottocento (2026)
Scritto nei primi anni del Novecento e pubblicato nel 1921, La casa è una delle opere narrative più complesse di Lou Andreas-Salomé. Romanzo psicologico e familiare insieme, esplora i temi della libertà personale, della vocazione artistica e del ruolo della donna nella società di fine Ottocento.
È la storia della famiglia Branhardt, che vive in una casa immersa nella quiete della campagna tedesca, sospesa tra raccoglimento e apertura sul mondo – Villa Loufried, presso Göttingen, dimora dell’autrice fino alla morte. Al centro del racconto vi è Annalisa, donna sensibile e intelligente che ha rinunciato alla propria vocazione di pianista per dedicarsi alla famiglia. Attorno a lei si muovono la figlia Gitta, inquieta e desiderosa di costruire una vita autonoma, e il figlio Balduin, giovane di straordinaria sensibilità, impegnato nella ricerca della propria identità creativa. Sullo sfondo, il marito Frank, affettuoso ma legato ai valori dell’ordine borghese e dell’autorità maschile tradizionale. Nel corso del romanzo, ciascuno di loro intraprende un percorso di crescita e di emancipazione, alla ricerca di quel «paese degli artisti» che per Andreas-Salomé rappresenta la possibilità di una realizzazione autentica di sé.
Uno degli elementi più originali dell’opera – come rileva la curatrice Chiara Gianni nella Postfazione – è la metafora della casa come chiocciola. Salomé la trasforma nel simbolo di uno spazio dinamico e trasformativo, luogo di autonomia, elaborazione interiore e ridefinizione del femminile