Carla Isernia - Giuseppina dell’Albergo dei Poveri (2026)

Carla Isernia - Giuseppina dell’Albergo dei Poveri (2026)
A Napoli, nell’Ottocento, la miseria è una colpa. E il Reale Albergo dei Poveri è il luogo in cui si sconta. Un palazzo smisurato, un colosso di pietra che domina la città: al suo interno, miserabili, anziani, donne perdute e orfani vengono accolti per misericordia. Lavorano, obbediscono, tacciono.
Eppure Giuseppina ha scelto di entrarci. Si è ribellata al matrimonio imposto dalla famiglia, a un destino già scritto nel buio di un basso dei Vergini, e ha seguito lì l’uomo che ama. Il prezzo di quella scelta è l’acqua gelida dei lavatoi: i panni degli altri da pulire, una quotidianità scandita da regole spietate, cui si sopravvive solo grazie alla solidarietà ostinata delle altre lavandaie.
Poi una tragedia improvvisa la lascia sola con i suoi figli. E Giuseppina dovrà fare un’altra scelta, ancora più difficile: abbassare lo sguardo, rimanere in silenzio, per poter continuare a sperare in un futuro lontano dall’Albergo, un futuro fatto di luce, di respiri, di quel mare intravisto
una sola volta da bambina, e che da allora è diventato la misura di tutto ciò che le è stato negato.