Petr Hruška - Ho scorto il mio viso (2026)

Petr Hruška - Ho scorto il mio viso (2026)
L’8 settembre 1522, dopo un estenuante viaggio di tre anni, « l’ultima nave della grande flotta di Magellano, stremata fino all’osso, / gravata da chiodi di garofano, / diciotto uomini / e dalla notizia / che la Terra non ha limiti, e perciò non ha posa » arrivò a Siviglia, in Spagna.
Scritta cinquecento anni dopo, la raccolta prende spunto e ispirazione dalla prima circumnavigazione del globo di Magellano, e dalla cronaca che ne fece Antonio Pigafetta.
Quaranta poesie e una composizione più ampia delineano i tratti magnifici e folli, opprimenti e tragicomici di un viaggio immaginario, che ricorda quello della celebre nave medievale dei folli. Un viaggio che è insieme scoperta e conquista, ma è anche privo di direzione e senso, diventando così una metafora universale del comportamento umano nella sua spudorata crudeltà, un grottesco tentativo di scoprire il mondo e di salvare almeno le rovine della propria dignità.
Un’opera poetica affascinante, in cui scoprire che necessariamente andando avanti si torna al punto di partenza, che consente di vedersi in un modo nuovo: « Ho scorto il mio viso /ho scorto il mio viso tante volte / da dover fare un passo indietro ».