Marco Forti – Il sigillo di fango (2026)

Quando la legge protegge l’ingiustizia, disobbedire può diventare l’unica scelta possibile.
Firenze, 1378. La città è affamata, divisa e sul punto di esplodere.
Bernardo di ser Landoccio ha ventidue anni, lavora nella Cancelleria della Repubblica ed è discepolo di Coluccio Salutati. Crede nella parola scritta, nell’ordine delle leggi e nell’autorità dei sigilli. Ma un incarico nei fondachi dell’Oltrarno lo conduce nel mondo dei lavoranti della lana, dove incontra Gemma, una giovane filatrice che conosce il prezzo della fame e sa quanto poco valgano le ragioni di chi non ha voce.
Mentre il tumulto dei Ciompi sconvolge Firenze e il popolo assedia il Palagio dei Priori, Bernardo scopre che registri, sentenze e provvisioni non sono strumenti neutrali. Una parola aggiunta può cancellare un diritto. Un nome scritto nel posto sbagliato può condannare un uomo. Un sigillo può trasformare una menzogna in verità.