Roy Wallace - Il Sale Nero. Le Liturgie di Czarnobór (2026)

Roy Wallace - Il Sale Nero. Le Liturgie di Czarnobór (2026)
A Breslavia, Irena Bielawska, ex poliziotta diventata investigatrice privata, riceve la visita di Halina Malinowska, convinta che la figlia Zofia non sia scomparsa volontariamente. Zofia, ventiseienne restauratrice, era partita per Czarnobór, un villaggio della Bassa Slesia, per lavorare agli affreschi di una cappella privata. Dopo settimane, ha improvvisamente interrotto ogni contatto. La polizia ha archiviato il caso come allontanamento volontario, ma gli strumenti lasciati sul posto, un diario inquietante, un elenco di nomi e un sacchetto di sale quasi nero convincono Irena a partire. Il viaggio la conduce in una valle chiusa fra boschi, gallerie e memorie sovrapposte della storia polacca e tedesca. A Czarnobór tutti sembrano sapere qualcosa e nessuno vuole raccontarla interamente. La commerciante Ludmiła Reszka le offre una stanza ma la invita alla prudenza; l’anziano Bruno Hackert parla del sale come di qualcosa che viene “preso, prestato e restituito”; il palazzo che domina il paese ospita la Fundacja Salvatis, responsabile del restauro, guidata dall’enigmatico Kacper Wolański. Nella cappella, un affresco tardogotico raffigura una processione diretta verso una porta nera, mentre sotto la pittura emerge la traccia di uno strato più antico. Quando Irena riesce a vedere Zofia, il caso cambia natura. La giovane è viva, lucida e sembra libera, ma il suo comportamento rivela una situazione più complessa di una fuga o di un rapimento. Zofia ha scoperto anomalie nel restauro, documenti che la riguardano e collegamenti con una serie di persone scomparse da oltre un secolo