Leif Vale - Il mangiapeccati: Londra ( 2026)

Lui toglie i demoni con il piacere. Lei è un incubo catturato quattrocento anni fa. Innamorarsi è l'unica cosa che nessuno dei due può permettersi.
Londra, novembre. Al funerale del nonno, Damien Price, ventitré anni, barista in un pub di Clerkenwell, eredita una casa di mattoni scuri, un diario di famiglia che comincia nel 1599 e un mestiere. Dentro certe persone vivono parassiti nati dal lutto, dall'invidia, dalla vergogna taciuta. I Price li tolgono da quattro secoli con il sale, il sorbo e un rito dalle regole precise: il consenso, una parola per fermare tutto e il piacere. Perché è nel piacere che chi ospita il demone torna padrone di tutto il proprio corpo, e lo spinge fuori.
A insegnargli il mestiere c'è Mara. È una hunllef, la «cavalla della notte» del folklore gallese: l'anima di una ragazza che si sedeva sul petto di chi dorme, catturata con una rete di capelli e legata ai Price. Di giorno è un'ombra e una voce, di notte ha la pelle fredda. Ha letto tutti i romanzi della casa, ha la lingua tagliente ed è gelosa di ogni persona che Damien tocca.
Ma ciò che Damien mangia non sparisce. Scende nel buio sotto il Fleet, il fiume sepolto di Londra, dove qualcosa ha fame da secoli. E un solicitor di Ely Place che non invecchia ha già fissato la data in cui verrà a riscuotere: il solstizio d'inverno.
Un romance paranormale gotico con:
- un amore impossibile tra un ragazzo vivo e un'anima prigioniera da quattro secoli
- una Londra notturna e piovosa, tra Clerkenwell, il Tamigi a bassa marea e i fiumi sepolti
- il folklore gallese vero: i mangiapeccati, le hunllef, il sorbo contro le streghe
- scene esplicite M/F, M/M e F/F, sempre fondate sul consenso
- gelosia, tensione e un lieto fine