Marcello Marinisi - Wardaron: Il destino di Eufeld - Libro I (2026)

NESSUNA LAMA DEGLI DÈI PUÒ SALVARE UN REGNO SE L'UOMO CHE LA IMPUGNA DIMENTICA IL PESO DELLA TERRA.
A diciannove anni, Eufeld non chiede corone né gloria. Il suo mondo è racchiuso tra le assi di quercia da piallare nella locanda del Filo d'Oro a Prenhy, il profumo della farina di segale e la fatica onesta delle mani. Ma quando il fuoco nero degli invasori abbatte la frontiera e la terra comincia a tremare, la storia riscuote il suo pegno di sangue: nelle sue vene scorre l'eredità perduta dei sovrani Draeldan, e il suo nome appartiene a una profezia d'argento, cenere e memorie dimenticate.
Strappato alla culla dei campi e gettato nella macina di una guerra che non fa sconti, Eufeld scopre che le ballate dei cantori mentono spietatamente:
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L'armatura d'argento Wilamman non è una veste gloriosa: pesa sulle spalle fino a spaccare le clavicole, si incrosta di fango e si paga con il sudore acido delle marce forzate;
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La magia non è un prodigio a costo zero: canalizzare l'etere celeste distrugge i tessuti, fa collassare i vasi sanguigni e consuma la carne a ogni singola sillaba evocata;
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La morte anonima non risparmia nessuno: sulle rive del Quaih e nelle forre dell'Ovestland, il sangue non fa distinzione tra nobili e garzoni.
Mentre cinquantottomila fanti serrano i ranghi nella gola titanica di Athros contro l'infinita marea nemica, Eufeld marcia al fianco di Lorièn, capitana elfica che rifiuta l'esilio dorato della sua stirpe per difendere la vita nascente, e di Anuar Seredin, sapiente millenario il cui corpo cede a ogni prodigio per trattenere l'urto della fine.
Davanti al monolite d'ossidiana della Torre di Athros e all'inganno primordiale del semidio Kukromel, a Eufeld non sarà chiesto di conquistare un trono, ma di compiere una scelta irreversibile: immolare la propria anima all'algida purezza della spada Yora, o affidarsi all'umile cote di fiume donata dal padre adottivo.
Perché non c'è trionfo nell'acciaio degli dèi se la casa che hai giurato di proteggere è ridotta a un mucchio di cenere.