Roberto Sturm Sussurri di vetro e polvere (2026)

Roberto Sturm Sussurri di vetro e polvere (2026)
Roberto Sturm, autore tra i protagonisti del cyberpunk italiano negli anni Novanta, torna alla fantascienza con un racconto che non mancherà di entusiasmare i suoi lettori vecchi e nuovi. Il grigio asfittico del cemento si scontra con una biologia fragile ma ostinata. Una città fatiscente, incattivita, schiacciata sotto il tallone ferreo di un controllo sociale pervasivo e opprimente. Un piccolo gruppo di emarginati costretti a vivere nel sottosuolo, ma in possesso di abilità tecnologiche in grado di contrastare la violenza del potere: Aris, Clara, Dante e il bambino Elia. Sotterranei bui, inquinati, dai quali la Natura è stata cacciata, tutto è artificiale. Infine, la promessa del Vivaio: un’arca nascosta di piante e sementi, che potrebbe rivelarsi il nucleo da cui si irradierà una nuova fioritura vegetale, oppure uno strumento in più al servizio di Boran, il vertice della piramide del potere. In questo racconto lungo, la natura non è solo un elemento scenografico, ma l’ultimo baluardo etico e di resistenza politica.