Paolo Sardelli - Non solo medico (2026)

Renato Severino ha sessantanove anni ed è un chirurgo toracico alle soglie della pensione. Ha passato la vita in sala operatoria e nelle corsie, convinto che curare voglia dire prima di tutto guardare negli occhi chi soffre. Primario del suo reparto, ha appena perso l’ennesima battaglia con il direttore sanitario: i conti devono quadrare, il reparto va accorpato alla chirurgia generale, e le liste d’attesa si allungano a danno dei pazienti. Quella sera torna a casa svuotato, si lascia cadere sul divano e chiude gli occhi.
Si risveglia in una terapia intensiva sconosciuta. Non è più il medico ma “il letto 51”: un numero su un monitor, un corpo che infermieri e dottori sfiorano senza vederlo. Da questa posizione rovesciata, Renato vede la sanità che ha servito per tutta la vita con gli occhi di chi la subisce. Ci sono la fretta, l’indifferenza, la stanchezza di un personale ridotto all’osso, e il confine sottile tra la cura della malattia e la cura della persona. Intanto riaffiorano i ricordi: la neve su Bologna negli anni dell’università, i primi interventi, i pazienti che gli hanno insegnato più dei manuali, una domenica allo stadio con i nipoti, gli affetti trascurati in nome della missione.
Non solo medico è un romanzo intimo e insieme una denuncia civile, scritta da un chirurgo che conosce dall’interno ciò che racconta. Ricorda che l’empatia richiede tempo, che dietro ogni letto d’ospedale c’è una storia e che anche chi cura è un essere umano fragile, con il diritto di fermarsi e di vivere.
Il libro è accompagnato dalla prefazione di Antonella Daloiso e dalla postfazione di Nichi Vendola. I diritti d’autore sono interamente devoluti a Medici Senza Frontiere.