"Lo guardai fisso negli occhi. Il suo volto era smunto e composto, gli occhi grigi erano opachi e calmi.
Non un segno di turbamento lo animava. Vi fosse stata nei suoi modi la benché minima traccia di disagio, livore, impazienza o impertinenza: in altri termini, se avessi scorto in lui un qualche tratto banalmente umano, lo avrei buttato fuori a calci dall'ufficio. Ma, per come stavano le cose, era lo stesso che mettere alla porta il mio pallido busto in gesso di Cicerone. Restai a fissarlo per qualche istante mentre lui continuava a scrivere, quindi tornai a sedermi alla mia scrivania.”
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