Capita, nella vita di tutti, che qualcosa vada storto, magari proprio quando fortuna e gloria erano appena state assaporate, o sembravano a portata di mano. E, a volte, a determinare la differenza tra successo e fallimento è un capriccio di troppo. Se non avesse disseminato i suoi perfetti manoscritti «shakespeariani» – che i migliori esperti in circolazione prendevano rigorosamente per autentici – di firme frettolose, William Henry Ireland sarebbe passato alla storia come il più grande falsario mai esistito; se non avesse tentato un esperimento inutile, René Blondlot avrebbe scoperto, anziché i fantomatici raggi N (in realtà, un innocuo disturbo della visione periferica), i raggi X, e la sua ragguardevole reputazione sarebbe stata consacrata per sempre; e se si fosse accontentato di essere il paesaggista più ammirato del suo tempo (da Charles Dickens, su tutti gli altri) rinunciando a sfidare Barnum sul suo terreno, John Banvard non sarebbe, oggi, un pittore del tutto dimenticato.
Gli utenti del Visitatori non sono autorizzati a commentare questa pubblicazione.