
La prima volta che Flavia incontra il figlio di Mazzarella è nell’ascensore del Policlinico. Certo non immagina quali saranno le conseguenze, ma ecco fatto. È stata Ambra, sua madre, a procurarle il lavoro in ospedale. Ha chiamato Filippo Mazzarella per chiedergli aiuto e il passato che voleva nasconderle, all’improvviso, torna a ripercuotersi su tutta la famiglia.
Tanto tempo prima, Ambra si sentiva una combattente. Poi qualcosa si era messo in moto – oppure il contrario, qualcosa dentro di lei si era spezzato. Alla fine era riuscita a prendere una decisione e, chiusa quella storia clandestina, aveva portato avanti la gravidanza. Ventitré anni per tener fede al suo segreto, una pazzia, fino a quando non si sente in dovere di rivendicare i diritti di madre, seconda pazzia. Basta una telefonata per ribaltare ogni cosa. Un piccolo gesto che allunga la propria ombra su tutto il presente. Se Ambra non avesse chiamato Filippo, sua figlia non avrebbe conosciuto Alessandro, nulla fra loro sarebbe accaduto, lei avrebbe continuato a essere la donna che è, non si sarebbe messa a controllare il cellulare di suo marito e via via fino a tornare a quel pomeriggio in cui, trovato il numero di Mazzarella su internet, ha deciso di chiamarlo.
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