Sulla steppa mongola fiammeggiava un inquieto tramonto d’aprile con striature dai vivaci colori. La fascia più alta era di un nero-violetto, ne seguiva una di colore blu, poi un’altra verde, più sotto ancora una gialla, che digradava in un’ultima striscia purpurea, distesa sulla terra stessa. Il tramonto prometteva vento, ma adesso c’era tanto silenzio che ogni filo d’erba nella steppa era solitario e immobile. Dietro l’ultima casa della cittadina cominciava subito la steppa che si protendeva fino all’orizzonte, per scomparirvi dietro, e, guardandola, era difficile immaginare fin dove arrivasse....