In quella mattina di marzo il cielo era limpido e l'aria frizzante. In poco più di un secolo i grandi impianti avevano contribuito ad aumentare il contenuto di ossigeno nell'aria, consentendo agli uomini di respirarla senza necessità di maschere e vi avevano inoltre addizionato un sufficiente quantitativo di anidride carbonica permettendo così all'atmosfera di immagazzinare il debole calore emesso dal Sole. L'aria di quella mattina era molto simile a quella delle alte montagne sulla Terra.
Bob Griffith respirò a lungo, con gioia, la brezza profumata della resina dei cactus marziani e si guardò intorno soddisfatto. Dopo aver trascorso nove mesi all'Accademia Spaziale sulla Terra era contento di ritrovarsi di nuovo a casa.